Il pomo d’oro…tutto quello che c’è da sapere sui LIMONI

coltivare-i-limoni

Curiosità storiche…

Secondo la mitologia greca, la dote di Giunone sposa a Giove, consistette in alcuni alberelli i cui frutti erano meravigliosi pomi d’oro simbolo della fecondità e dell’amore. Giove preoccupato che ladri potessero privarlo di questo dono prezioso, li custodì in un meraviglioso giardino, sorvegliato dalle ninfe Esperidi (da cui “esperidio” nome con cui di indicano tutti gli agrumi). Portare questi pomi d’oro agli uomini fu una delle fatiche che Ercole dovette compiere.

Allori,_lunetta_del_giardino_delle_esperidi_(fortuna_che_segue_la_virtù),_1578-82_ca._04_esperidiIn realtà le prime tracce che dimostrano la coltivazione di questi meravigliosi frutti d’oro, sono state rinvenute nel corso di alcuni scavi archeologici nella valle dell’Indo, che hanno portato alla luce un pendente a  forma di agrume risalente al 2500 a.C. Dal nord dell’India il limone si diffuse in Cina, Asia sudoccidentale, dove si possono trovare ben 17 specie selvatiche diverse. La coltivazione del limone si estese poi al Medio Oriente, in particolar  modo in Mesopotamia, dalla quale a loro volta gli schiavi ebrei una volta liberati lo portarono in Palestina.

I Romani vennero a conoscenza del limone molto più tardi rispetto agli altri popoli, in seguito ai contatti con i Persiani, da cui il nome romano di “mele di Medi” dato a questi frutti. Il limone non fu immediatamente apprezzato dai Romani, probabilmente a causa del sapore acre ed acido delle prime varietà e del suo uso se ne perdono le tracce fino alle invasioni arabe di Spagna e Italia meridionale. Furono infatti gli Arabi che lo diffusero nuovamente e gli stessi crociati di ritorni dalla Palestina portarono alberelli di limoni in patria, così da poter continuare a gustare il succo del frutto che li aveva dissetati durante le Guerre Sante. Vennero impiantiti così primi agrumeti che da Spagna e Sicilia si propagarono a tutte le zone con climi caldo/temeprati. L’impossibilità di coltivare limoni in qualunque ambiente lo rese ben presto un frutto ricercato e prezioso, in particolare dal momento in cui la medicina medioevale scoprì le sue proprietà Febbrifughe e vermifughe e non ultima quella antiscorbutica, flagello che decimava gli equipaggi delle navi a causa dell’alimentazione povera di vitamine (soprattutto C).

Quali limoni acquistare e come conservarli….

La buccia del limone è ricca di microcelle in cui è racchiuso l’olio essenziale. Si tratta quindi di una buccia porosa, e questo è il primo motivo per cui dobbiamo fare molta attenzione al momento dell’acquisto, verificando prima di tutto da che tipo di coltivazione provengono.

81741033-1-638x425I metodi di coltivazione intensiva fanno spesso uso di antiparassitari e concimi chimici che risultano tossici per l’ambiente e per l’uomo. Queste sostanze rimangono nel frutto anche dopo la raccolta, anzi vengono imprigionate e accresciute con la conservazione. Se acquistiamo limoni provenienti da coltivazioni convenzionali rischiamo perciò di non beneficiare delle molte proprietà, ma anzi di intossicarsi ulteriormente. E’ importante usare solo limoni provenienti da coltivazioni Biologiche. L’ideale sarebbe poter usufruire dei propri alberi di limoni. Io ne ho uno in giardino che fruttifica tutto l’anno e fortunatamente non sono mai a corto di limoni, se non avete un giardino potete coltivarlo anche in terrazzo resta più piccolo, ma almeno avrete i vostri limoni ;).

Molto importante è anche saper conservare nel modo corretto i limoni. Molti erroneamente pensano che il modo migliore sia tenerli in frigorifero, invece non c’è niente di più sbagliato, perché il freddo rende la polpa secca e senza succo. Ci sono diversi metodi di conservazione dei limoni come: mantenere i limoni interrati in sabbia pulita e asciutta, o ricoprirli con sale marino, immergerli in acqua che verrà cambiata regolarmente, oppure porli in un unico strato in cassette di legno asciutte conservate in cantine arieggiate.

Proprietà benefiche… 

<Per le innumerevoli proprietà che possiede il limone è da considerarsi più un farmaco che un alimento. E’ il massimo rappresentante della benemerita categoria della frutta acidula e presenta quindi in modo spiccato le caratteristiche di questi alimenti>. [Dott. Pigozzi ].

succo-di-limone-500x352Tra le tante proprietà del limone ricordiamo quelle antiscorbutiche (che purtroppo non vuol dire che aiutino a rendere più cordiali le persone scorbutiche hihihi 😉 ), lo scorbuto è infatti, una malattia dovuta alla carenza di Vitamina C, vitamina essenziale per la formazione del collegene, aiuta a mantenere integro il tessuto connettivo del tessuto osseo e della dentina dei denti. E’ indispensabile per la guarigione delle ferite, in particolare da ustioni, e facilita l’assorbimento del ferro. Tra le altre proprietà del limone ci sono quelle vitaminiche, dissetanti, rinfrescanti, toniche, aromatizzanti, astringenti, digestive, antiacide, antireumatiche, ipotensive. E’ quindi consigliato in caso influenze, malattie infettive, anemia, nausea, reumatismi, inappetenza, digestioni difficili, bronchiti, diabete, ipertiroidismo e calcoli renali.

Nel limone il succo costituisce circa il 30% del peso del frutto; contiene dal 6 all’8% di acido citrico, acido malico, citrati di calcio e di potassio, sali minerali e oligoelementi quali il ferro, fosforo, magnesio, rame, grandi quantità di vitamine B1, B2 e B3, carotene, Vit. A, e Vit. C, Vit.P. Del limone può essere utilizzato tutto (fiori, foglie, rametti), ma in terapia il succo è il più usato, alle proprietà rinfrescanti e dissetanti accomuna quella disinfettante. Presenta azione fluidificante e purificante del sangue, rende elastiche le arterie e agevola la fissazione del calcio. Ha virtù astringenti ed è consigliato in caso di dissenteria ed enteriti; poiché diuretico agevola i processi di dimagrimento e disintossicazione. La sua proprietà principale è comunque quella di equilibrare e regolarizzare il metabolismo e in particolare le funzioni digestive (perciò è particolarmente indicata la sua assunzione in periodo di dieta alimentare).

Erroneamente si pensa che la principale controindicazione nell’uso del limone sia dovuta al sue essere un alimento acido, e quindi se assunto con frequenza, possa provocare acidosi e irritazioni alla stomaco, corroda lo smalto dei denti ecc. Non c’è luogo comune più errato, perché gli acidi che lo caratterizzano una volta introdotti nell’organismo danno vita ad una reazione basica, che trasforma gli acidi in carbonati e bicarbonati di calcio e potassio che contribuiscono all’alcalinità del sangue.

Abituarsi a bere ad esempio 200 gr di succo di limone al giorno aiuta a risolvere gravi stati di acidosi, mentre qualche cucchiaio di limone diluito nell’acqua è ottimo per combattere un attacco di iperacidità gastrica. Una somministrazione quotidiana di limone determina anche la riduzione del tasso di colesterolo, uricemia e bilirubinemia, regolarizza il metabolismo basale senza influenzare la pressione arteriosa.

Questo prezioso alimento è presente nelle case della maggior parte delle italiani e rappresenta spesso quel tocco indispensabile per la buona riuscita di un piatto sia dolce che salato. Infatti, anche se in molte ricette l’aggiunta di succo o della scorza di limone è minimo rispetto a quello degli altri ingredienti, è quanto basta a donare a torte, carne, pasta, verdure, dolci o bibite quel aroma e gusto ricercato.

Ricordiamo che conoscere i prodotti che mangiamo è importante per prevenire l’insorgere di malattie e patologie a volte anche gravi. Imparare a seguire un’alimentazione sana ed equilibrata tutti i giorni può fare la differenza sulla qualità della nostra vita e ci eviterebbe il ricorso, con l’avvicinarsi dell’estate, a drastiche e a volte strambe diete dell’ultimo minuto … 😉 !!!!

Se non l’avete ancora provata la pasta a limone vi aspetta.

Valentina

Bibliografia

Neri M., Curarsi con il limone, Mestral, Marzo 1997

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